A Poggio Mirteto sì che si resta svegli!

di Luca Fiocchi Nicolai

Per i romani che fossero costretti a lasciare la loro amata metropoli ma faticassero a rinunciare alla compagnia del suo proverbiale chiasso, non c’è che da venire qui da noi a Poggio Mirteto, ameno ma non isolato borgo che vanta sì diverse tradizioni, tra cui la storica istituzione della banda garibaldina, ma non disdegna di offrire ai visitatori un programma aggiornato di spettacoli rivolti principalmente a un pubblico giovanile, mercé i buoni uffici della frizzante e smaliziata Proloco, sempre più al passo coi tempi.

La quale Proloco propone e garantisce soprattutto a chi abita nel suo cuore pulsante, la oblunga piazza, e per non pochi giorni dell’anno, in occasione di feste o nelle fresche sere d’estate, i decibel di una raffinata “musica” da discoteca dottamente commentata dalle urla di incitamento ai “mosci” di un fedele “set di DJ”. All’ora stabilita le campane della cattedrale, vero, suonano flebili ma imperterrite sommerse quasi dalla baraonda. L’effetto, per chi ci fa caso, è onirico.

 

V’è anche, soprattutto il sabato pomeriggio, se è bel tempo fino a notte inoltrata, ad allietare gli odiatori del silenzio, un piacevole carosello di centauri alle cui performance motoristiche le due strade e la piazza si immolano volentieri, prestandosi magnificamente a far da ideale circuito cittadino. L’inutile sonno rubato a chi si affaccia sulla pista è più che compensato dal vantaggio di poter godere da posizione privilegiata le fasi della inscenata esibizione, o gara che dir si voglia.

 

L’apoteosi di questo continuum sonoro, preceduta e seguita da un paio di veglioni immancabilmente all’insegna del tecnopop, e dal Carnevale Liberato, la cui musica, bisogna dirlo, è tutta rigorosamente dal vivo, si ha il giorno del Carnevalone, vanto dei poggiani, quando i carri allegorici sfilano lentamente per ore annunciati da incorporata, squassante martellante musica doverosamente amplificata onde far gaiamente danzare pure i vetri a chilometri di distanza.

 

Zuccherosa novità, solo l’ultima per ora, nei giorni che vanno dal 21 Dicembre alla Befana, degli altoparlanti posti agli angoli della piazza provvedono a diffondere a ripetizione nell’aere il classico repertorio di canzoni natalizie, italiane e soprattutto straniere, che un nastro chi sa da dove trasmette, sempre le stesse per ore ed ore, avvolgendo e accompagnando con una maliosa tappezzeria melodica la corsa frenetica agli acquisti dei regali. Quando infine giunge il momento di smontare gli apparecchi e il silenzio può, per breve tempo, riprendersi i suoi diritti, si può star certi che tutti, persino gli atei, avranno nolenti o volenti imparato per sempre a memoria musica e testo dei brani trasmessi.

 

Insomma, a Poggio Mirteto sì che si resta svegli! e se l’anima, l’età e cultura degli abitatori di un luogo si esprimono anche con la musica, la cittadina della bassa Sabina sembra non poter più contenere nel suo spazio troppo angusto e pensato per altri ritmi di vita la voglia di immergersi a pieno titolo nel rumoroso villaggio globale. L’idillio non paga più.

 

 

Author: redazione